Fa caldo. Ma il Giappone non c’entra

Firenze., 08-04-2011

“Il caldo di questi giorni è sicuramente un fenomeno anomalo, legato all’effetto serra. Non c’è alcun nesso con il terremoto del Giappone e il conseguente spostamento dell’asse terrestre. Gli effetti di questa variazione potrebbero semmai presentarsi il prossimo anno: con l’anticipo o il ritardo della primavera”.

Parola di Giampiero Maracchi, ordinario di Climatologia all’università di Firenze, che esclude qualsiasi legame tra le temperature estive che si stanno registrano in questi giorni in Italia e gli effetti del sisma che ha devastato il Giappone.

“Lo spostamento dell’asse terrestre  può avere qualche ripercussione sul bilancio della radiazione solare, ma tra un anno, non certo dopo qualche settimana dall’evento. Al limite nel 2012 potremmo ritrovarci a fare i conti con l’arrivo anticipato o ritardato della primavera. Ma credo – sottolinea l’esperto – che, se ci saranno delle ripercussioni, saranno ‘nascoste’, irrilevanti”.

 

Sembra giugno
“Certo questo caldo è un po’ anomalo – spiega Maracchi – ma è legato all’effetto serra”, cioè alla capacità della Terra di trattenere nella propria atmosfera parte del calore proveniente dal Sole. “Ma c’è anche da dire – conclude l’esperto – che il fenomeno negli ultimi dieci anni è sempre più frequente e legato al cambiamento del clima. Lo scorso anno lo sfasamento stagionale si è avvertito a maggio, quest’anno ad aprile”.

 

Anticiclone in anticipo
I meteorologi spiegano che si tratta di un effetto dell’anticipato arrivo dell’anticiclone subtropicale africano. Gli anticicloni sono zone di alta pressione che si determinano in certi periodi dell’anno e che modificano l’andamento dei venti, provocando variazioni climatiche. L’anticiclone africano staziona in genere permanentemente sopra il Sahara (dove la temperatura dell’aria è più calda perché le sabbie riflettono i raggi del sole), ma in determinate condizioni può estendersi o restringersi, provocando effetti diversi sull’area del Mediterraneo.

Altri anticicloni che influenzano l’Italia sono quello delle Azzorre (provoca temporali estivi) e quello scandinavo (“nebbie in Val Padana”).

 

 

Motivo sconosciuto
Le variazioni climatiche fondamentali non si giudicano in base a periodi di qualche anno o di qualche decennio: sono fenomeni che si sviluppano nell’arco di millenni. Più volte, nel passato, la Terra ha vissuto ere glaciali, con la calotta polare che arrivava, al nord, sotto la latitudine delle Alpi.

Il motivo di queste variazioni non è noto, né si sa con certezza che il riscaldamento tendenziale riscontrato negli ultimi duecent’anni, da quando è cominciata la civiltà industriale, sia davvero frutto dell’attività antropica, ovvero dei gas immessi dall’uomo nell’atmosfera. Al riguardo, gli scienziati sono divisi, ma la maggior parte ritiene che in realtà siamo di fronte a una variazione climatica naturale, alla quale l’uomo contribuisce in misura infinitesima.

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