Massacri in Costa D’Avorio, l’Onu: cadaveri nei pozzi e sepolture di massa

NEW YORK – Cadaveri buttati nei pozzi, sepolture di massa, donne e bambini nascosti nelle paludi e inseguiti come animali dalle milizie armate. Il quadro della situazione in Costa D’Avorio che ieri mattina tato offerto da Valerie Amos fa gelare il sangue nelle vene. La vicesegretaria Onu per gli affari umanitari ppena tornata da una missione esplorativa nella nazione dove si combatte da mesi una guerra civile fra i fedeli del presidente Laurent Gbagbo e quelli del successore eletto Alassane Ouattara.

Ieri mattina la signora ha incontrato i membri della stampa al Palazzo di Vetro per fare il suo rapporto: Ho visto con i miei occhi quale terribile impatto abbia avuto la violenza sulla popolazione. La gente errorizzata e traumatizzata – ha cominciato la signora -. Purtroppo non inita: ci sono testimonianze affidabili che migliaia di persone sono ancora nascoste nelle foreste, inseguite dalle milizie.

Da un punto di vista militare, sembra che Gbagbo sia oramai agli sgoccioli, ma non intenda arrendersi e rimanga asserragliato con circa un migliaio di sostenitori armati nel palazzo di Abidjan. Lo ha confermato il ministro della Difesa francese, Gerard Longuet. Il ministro ha anche descritto come gli elicotteri del contingente francese Liocorno, che opera nel Paese a fianco alla missione Onu, abbiano potuto mettere in salvo l’ambasciatore giapponese Yoshifumi Okamura, contro la cui residenza Gbagbo aveva fatto sparare razzi e cannonate.

I francesi hanno raccolto una documentazione sugli scontri fra i due ”partiti” e intendono presentarla alla Corte penale internazionale per l'inchiesta sul comportamento delle forze in campo. Il procuratore della Cpi, Luis Moreno-Ocampo, ha annunciato mercoled'intenzione di aprire un'inchiesta sui massacri commessi in modo sistematico o generalizzato da entrambi gli schieramenti. Il Tribunale e le Nazioni Unite ricordano che in questi giorni cade il 17esimo anniversario del genocidio in Ruanda: una macchia sull’umanitche il segretario generale dell’Onu Ban ki Moon ha promesso di fare del suo meglio per non vedere mai pietetuta.

Ieri, nel corso del suo incontro con la stampa, la signora Amos ha spiegato di aver raccolto in Costa D’Avorio numerose testimonianze di orribili violenze e crudeltontro civili, donne e bambini, ma di non potere ancora indicare chi sia stato il responsabile: Sar’inchiesta a stabilire le colpe ha aggiunto. La signora ha perdato la confinante Liberia, che ha dato ospitalit oltre 120 mila profughi: Tante famiglie hanno aperto le loro case e hanno dato rifugio alle famiglie Ivoriane in fuga ha raccontato. Tuttavia ha anche aggiunto che la situazione rischia di degenerare, per la scarsiti cibo, riparo e medicine e per l’avvicinarsi della stagione delle piogge. C’a possibilitha ammonito, che esploda un’altra crisi regionale.

Se vogliamo proteggere la stabilitell’Africa Occidentale – ha aggiunto – dobbiamo fornire aiuti al pisto, ma dobbiamo anche assicurarci che chi ha compiuto atrociton vada impunito, e che alla fine delle ostilitenga avviata un’opera di riconciliazione fra i sostenitori dei due gruppi.

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